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INTRODUZIONE

di Francesco Pungitore
Filosofa, Antroposofa, Alimentazione
Mese Giugno 2014

Gli incontri culturali di
Naturium




Dispensa n. 1
Filosofa, Antroposofa, Alimentazione
Nel corso del 2014, la cit di Soverato stata teatro di un interessante esperimento cul-
turale: gli incontri di Naturium. E' bene introdurre subito una spiegazione relatva al tto-
lo in oggeto. Naturium , prima di tuto, una catena di negozi bio, atva in Calabria
con tre punt vendita a Cosenza, Montepaone e Satriano. Ma Naturium non solo un'a-
zienda legata all'agroalimentare. Intende proporsi come il motore di un nuovo pensare, di
uno stle di vita sano, atento alla ecosostenibilit ambientale, al consumo consapevole, al
benessere individuale e colletvo, alla salute sia in termini fsici che etci e spirituali. In-
somma, una vera e propria visione del mondo che, partendo dai bisogni pi quotdiani ed
elementari, poi spazia nella flosofa, nella medicina, nella scienza. Dunque, in questo con-
testo si collocano i tre moment di rifessione flosofca e antroposofca promossi a Sovera-
to, che hanno suscitato vivo interesse, oltre ad una straordinaria e costante presenza di
pubblico. L'idea partta da una geniale intuizione dell'imprenditore Giovanni Sgr, crea-
tore del marchio Naturium, che ha avuto l'intelligenza di capire quanto sia importante e
avvertto, al giorno d'oggi, il bisogno di incontro e di confronto tra le persone su temi, ap-
parentemente, complessi ma poi, in verit, di comunissima e quotdiana comprensione.
Personalmente, ho introdoto i tre incontri spiegando che esistono due tpi di Filosofa:
quella che si autoghetzzata nella sua dimensione puramente accademica e che vive
barricata nelle aule universitarie e quella che non vuole perdere il suo contato vitale con
la realt e, per cos dire, ritorna alle sue origini greche. Quella che amo e di cui parlo la
Filosofa che non ha paura di calarsi nella quotdianit, abbandonando le questoni
astrate di matrice puramente speculatva. Non si deve temere che la Filosofa che sposa
un progeto come quello di Naturium degeneri, cos facendo, a trivialit mondana. Anzi,
proprio cos facendo c' ancora, a mio avviso, la possibilit di tenere in vita la vera Filoso-
fa imperitura, che ha a che fare con la saggezza e con l'esperienza, con la libert interiore
e con il sapere terapeutco e realizzatvo degli antchi Presocratci. Da Naturium ci si in-
contra quasi socratcamente, per parlare piacevolmente, discutere, ragionare insieme, fa-
re arte addiritura, senza steccat e pregiudizi, ma con un costante invito a far diventare il
monologo interiore di ogni singolo partecipante un dialogo aperto, capace di metere il

Francesco Pungitore e Fabio Antonio Apicella (1 incontro: La Comunicazione)

il pensiero in movimento, vivifcandolo. Cos la Filosofa stessa ridi-
venta sapere terapeutco e arte della vita, esperienza e cammino per
il conseguimento della propria libert interiore. Grandi flosof con-
temporanei come Gerd B. Achenbach, padre della moderna consu-
lenza flosofca, sarebbero ben liet di partecipare, avendo gi dimo-
strato con esperienze molto simili come sia ancora possibile metersi
in gioco e rendersi utle flosofcamente alla vita, atraverso una ri-
fessione concreta e pratca sull'esistenza reale dei singoli individui.
Se la Filosofa sale in catedra e diventa rigorosa razionalit, allora si
priva del contato vitale con il mondo. Recita solo erudite astrazioni
teoriche, dimentcando che, invece, in tut noi c' un potenziale ben
pi alto, c' un secondo pensare. C' quella visione alta che, ad
esempio, Pitagora, Eraclito e Platone, ma anche Telesio, Giordano
Bruno e tant altri, ben conoscevano e applicavano, e che deriva, po-
tremmo dire, dal cosiddeto occhio dell'anima.
Francesco Pungitore e Fabio Antonio Apicella
Negli incontri di Naturium il cuore centrale delle relazioni sem-
pre dedicato alla Antroposofa. Questa la parte fondamentale di
cui si occupa, in partcolare, l'amico Fabio Apicella, grande esperto e
studioso di Antroposofa. Ma Naturium ha avuto anche il piacere
e l'onore di ospitare a Soverato il dotor Domenico Gironda, uno dei
pionieri della medicina steineriana in Calabria. Proprio questo
aspeto degli incontri rappresenta una chiave importante di richia-
mo culturale, tanto da mobilitare centnaia di persone, da tuta la
Calabria. Un riscontro importante che testmonia la bont degli
sforzi fn qui profusi dagli organizzatori.
Dot. Domenico Gironda













SINTESI DEL PRIMO INCONTRO
Quanta verit c' nel sistema della comuni-
canze di massa? Una domanda di non poco
conto, che si colloca sul periglioso crinale
che collega etca giornalistca e cronaca.
Con indubbio coraggio intelletuale hanno
afrontato questo tema, posto al centro di
un partecipato aperitvo culturale che si
svolto luned 14 aprile 2014 presso la sala
convegni del Miramare di Soverato, il gior-
nalista e dotore in Filosofa, Francesco
Pungitore, e l'antroposofo, esperto di sicu-
rezza aerea, Fabio Apicella. Un evento
sponsorizzato da Naturium, la catena di
negozi bio di propriet dell'imprenditore
Giovanni Sgr. Ha introdoto i lavori Fran-
cesco Pungitore che ha sviluppato una con-
cisa ma estremamente chiara e puntuale
introduzione sul conceto di verit, toc-
cando la deontologia professionale dei
giornalist e il pi vasto orizzonte della flo-
sofa antca e moderna. La verit come
Wahrheit ha deto Pungitore, riferendosi
alla lingua tedesca ha una radice slava
che la riporta al conceto di fede. La verit
come aletheia, alla greca, ci mostra un
qualcosa che deve essere sotrato al na-
scondimento, all'oscurit. Ma questa verit
di cui parliamo, esiste come tale? O solo
una interpretazione soggetva, fruto della
elaborazione personale del singolo che la
riceve? E quanto peso ha il fltro operato,
nello stadio di precomprensione, da parte
di chi media quell'informazione di verit
all'origine, per poi riportarla in termini di
notzia sul terreno dei mass-media moder-
ni?. E' seguita la lunga e artcolata relazio-
ne di Fabio Apicella che, in quanto esperto
di sicurezza aerea e, egli stesso, pilota di
aerei di linea, ha mostrato quant e quali
dubbi vengano difusi da anni, ad esempio,
sul famoso atentato dell'11 setembre ne-
gli Usa. Quante verit si confrontano su
quel tragico ed epocale momento di svolta
della nostra storia recente? si chiesto,
citando relazioni autorevoli che confutano
alcuni aspet delle versioni ufciali, ac-
cetate acritcamente dall'opinione pubbli-
ca, sul crollo delle Torri Gemelle. Uno spun-
to per metere in piedi un ricco dibatto
sulla comunicazione in quanto possibile
strumento di manipolazione di massa, con
tanto di tecniche consolidate di cosiddeta
ingegneria sociale. L'uomo ancora in
grado di pensare autonomamente? ha do-
mandato Apicella, suscitando un interes-
sante confronto con il qualifcato e nume-
roso pubblico presente che ha reso ancora
pi vivo e coinvolgente il tema della serata.
L'appuntamento, visto il successo dell'esor-
dio, si ripeter ancora a cadenza periodica.


SINTESI DEL SECONDO INCONTRO

Filosofa, Antroposofa, Alimentazione.
Quest temi di riferimento hanno occu-
pato il fuoco centrale del secondo aperi-
tvo culturale di Naturium, promosso e
organizzato da Giovanni Sgr al Mirama-
re di Soverato il 27 aprile 2014. Di fronte
a un pubblico atento e straordinaria-
mente numeroso, hanno relazionato
Francesco Pungitore, giornalista profes-
sionista e dotore in Filosofa, e l'antro-
posofo Fabio Apicella. Il primo ha intro-
doto l'iniziatva partendo da una prover-
biale frase di Feuerbach: L'uomo ci
che mangia, tradoto dal gioco di parole
tedesco Der Mensch ist was er isst. Ma
in che senso da intendersi questa afer-
mazione? Pungitore, autore del recente
saggio De Anima, meditazioni contro il
materialismo, ha risposto a questa do-
manda riportando il discorso dal mate-
rialismo dialetco e antropologico di
Feuerbach al terreno pi spirituale della
flosofa presocratca. Un collegamento
sfociato nella riscoperta degli Orfci e dei
Pitagorici, le cui tracce pi important ci
riportano proprio nella nostra Calabria di
2.500 anni fa. Sia per la corrente religio-
sa orfca che per le comunit pitagoriche
ha spiegato Francesco Pungitore era
fondamentale la scelta vegetariana. Una
preferenza alimentare motvata con la
necessit di integrare, anche con il cibo
giusto, un complesso percorso di purif-
cazione dell'anima (fato di rituali, medi-
tazioni, digiuni, preghiere, studi flosofci,
pratche misteriche) destnato a liberare
la scintlla divina che alberga in ogni uo-
mo. Non sono mancat gli accenni a Em-
pedocle e Platone, all'epistemologia an-
tca e a quella moderna. La serata con-
tnuata con l'approfondito e molto ap-
prezzato intervento di Fabio Apicella che
ha tenuto una vera e propria lezione, in-
tensa e coinvolgente, durata ben tre ore,
sul Cibo della vita. L'antroposofo sove-
ratese ha, innanzituto, aperto la visione
dei present sulla scienza dello Spirito
secondo Rudolf Steiner per poi arrivare,
in un secondo momento, alla defnizione
partcolareggiata dei concet di salute
e malata e ad una analisi pi deta-
gliata del nostro metabolismo come pro-
cesso alchemico, con tanto di schemi ar-
gomentat dei vari corpi: fsico, eterico,
astrale, ecc. Una lunga, avvincente e in-
teressante premessa che servita per
chiarire meglio le conclusioni dell'incon-
tro, dedicate alla migliore opzione ali-
mentare da ricercare, sia individualmen-
te che in famiglia, per vivere in armonia
con se stessi, con gli altri e, sopratuto,
con la propria parte animico-spirituale
pi elevata e luminosa, quella che so-
vrintende il cammino e il senso della no-
stra esistenza.
SINTESI DEL TERZO INCONTRO

La Scienza dello Spirito di Rudolf Steiner.
Su questo interessante tema si sono con-
frontat, domenica 25 maggio 2014,
presso la sala convegni del Miramare, il
dotor Domenico Gironda, l'antroposofo
Fabio Apicella e il flosofo Francesco Pun-
gitore, relatori del terzo aperitvo cultu-
rale di Naturium. L'afusso del pubbli-
co ha superato le pi rosee aspetatve,
tant' che gli organizzatori hanno dovuto
ampliare in corso d'opera i post a sede-
re. La platea ha, poi, partecipato atva-
mente all'incontro, promosso da Giovan-
ni Sgr, con domande e contribut che
hanno notevolmente arricchito il dibat-
to. Parallelamente, in uno spazio atguo,
Maria e Massimiliano, due artst ispirat
dalle parole dei tre oratori, si sono ci-
mentat in una estemporanea pitorica
sfociata nella composizione di opere de-
dicate agli argoment oggeto dei diversi
intervent. Una sperimentazione partco-
larmente apprezzata. Ha introdoto i la-
vori Francesco Pungitore, studioso e au-
tore di numerosi saggi su olismo, floso-
fa delle religioni e nuovi moviment New
Age. Pungitore si sofermato sulla di-
stnzione tra la moderna flosofa
accademica, logico-razionale, astrata
e rinchiusa nelle torri d'avorio dei propri
circoli elitari, e la flosofa delle origini,
pi orientata alla vita e a valorizzare la
dimensione noetca, spirituale, dell'uo-
mo, ovvero la sua capacit di visione
atraverso l'occhio dell'anima. E' seguita
l'approfondita e illuminante relazione di
Fabio Apicella, antroposofo soveratese
che ha espresso in sintesi, ma con estre-
ma chiarezza e senza mai banalizzare, i
concet chiave della Scienza dello Spirito
di Steiner. Apicella, nel presentare il po-
tenziale trasformatvo e di liberazione
dell'Antroposofa, ha, cos, degnamente
aperto la strada all'intervento del dotor
Domenico Gironda, medico e pioniere
dell'Antroposofa in Calabria, da tempo
trasferitosi in Veneto, che ha coinvolto i
present in una piacevole discussione sui
concet di salute e guarigione, argomen-
tando la sua relazione con contnui riferi-
ment ai cibi che quotdianamente fni-
scono sulle nostre tavole. L'analisi di Gi-
ronda, focalizzata sullo sviluppo delle
malate degeneratve e acute, sfociata
in un collegamento direto con l'alimen-
tazione, anche atraverso schemi e graf-
ci che hanno evidenziato il ruolo di part-
colari element negli squilibri dell'essere
umano. La descrizione del complesso
rapporto tra corpo eterico e corpo astra-
le ha occupato il cuore del discorso, svi-
luppato, peraltro, in termini divulgatvi e
comunicatvi di facile comprensione,
senza mai sconfnare nelle astrazioni dia-
letche. Gli applausi convint che hanno
accompagnato il felice esito della serata
hanno motvato gli organizzatori a cont-
nuare con altri event simili anche nel
periodo estvo.
L'ANTROPOSOFIA
Relazione di Fabio Antonio Apicella

L'antroposofa una via della conoscenza
che vorrebbe condurre lo spirituale che
nell'uomo allo spirituale che nell'universo.
Sorge nelluomo come un bisogno del cuore
e del sentmento. Deve trovare la sua giust-
fcazione nel fato che essa in grado di
ofrire a questo bisogno un soddisfacimen-
to. Pu riconoscere lantroposofa solo chi
trova in essa quel che deve cercare per una
sua esigenza interiore. Possono perci esse-
re antroposof soltanto quegli uomini che
sentono cert problemi sullessere delluomo
e del mondo come una necessit vitale, co-
me si sente fame e sete. Troviamo qui, in
apparenza, una defnizione dellantroposo-
fa. Perch dico in apparenza? Perch par-
lare di una defnizione dellantroposofa
improprio, dal momento che il vivente e
tale lessere dellantroposofa - si presta a
essere caraterizzato (dai pi svariat punt
di vista), ma non de-fnito. Ci che conta,
piutosto, che lantroposofa viene deta
una via, e non quindi una teoria, una
dotrina o un sistema. E che cos una
via? E presto deto: un metodo. Tra la
scienza della natura (galileiana) e la scienza
dello spirito c infat contnuit di spirito,
ma discontnuit di metodo (poich sono
diverse le realt che indagano); e come si
posto un problema di metodo (sintetco o
analitco, dedutvo o indutvo) quando
nata la scienza naturale (bast pensare al
Discorso sul metodo di Cartesio), cos si
posto un problema di metodo quando na-
ta la scienza dello spirito. Che cos, ad
esempio, Liniziazione di Steiner
(sotottolato: Come si conseguono cono




scenze dei mondi superiori?) (1) se non un
discorso sul metodo? E che cos tale me-
todo se non un pragma (2): vale a dire, un
procedimento che supera lordinaria dicoto-
mia tra il pensare e il fare, inverandosi, per
cos dire, in una teoria pratca o in una prat-
ca teorica? (In una felice sintesi, cio, di cul-
tura e vita che risolve il contrasto tra una
cultura senza vita e una vita senza cultura o,
per dirla con Schiller, tra la cultura
barbara e la vita selvaggia) (3). In questo
senso, lo studio pu essere considerato gi
un esercizio; a pato, ovviamente, che si
trat davvero di studio, e non di una sem-
plice letura, come quella che si fa quando si
mossi dalla curiosit o da un tepido inte-
resse, e non da una insopprimibile esigenza
dellanima. Possono perci essere antropo-
sof dice appunto Steiner - soltanto quegli
uomini che sentono cert problemi sullesse-
re delluomo e del mondo come una neces-
sit vitale, come si sente fame e sete. In
ogni caso, per poter condurre lo spirituale
che nell'uomo allo spirituale che nell'uni-
verso, occorre anzituto domandarsi se c
uno spirituale nell'uomo. Stando, ad esem-
pio, al detato dellotavo Concilio ecumeni-
co, tenuto a Costantnopoli nell869 d.C.,
uno spirituale nelluomo non c. In quella
sede, si stabil infat che l'uomo composto
solo di anima e corpo, e ch l'anima a di-
sporre di alcune facolt spirituali. Sostenere
che l'uomo (in quanto fato a immagine e
somiglianza del Dio Uno e Trino) costtuito
di spirito, anima e corpo (come si legge, ad
esempio, in Origene o in Paolo) fu conside-
rato da allora in poi uneresia.

Noi invece sappiamo che uno spirituale
nell'uomo c: occorre solo scoprirlo; per
far questo, non basta per la testa, ser-
vono anche lanima e il cuore. E vero
che la via del cuore passa per la testa:
ma per lappunto vi passa, e non vi si ar-
resta. Un conto, infat, restare chiusi
(arimanicamente) nella testa, altro
portarsi (con Michele) al di l della testa;
cos come una cosa portarsi al di l del-
la testa, altra restarne (lucifericamente)
al di qua. Sappiamo anche che per
condurre lo spirituale che nelluomo
allo spirituale che nell'universo basta
semplicemente andare a dormire. Ma
che cosa si deve fare se ve lo si vuole
condurre coscientemente? Che cosa si
deve fare, cio, per portare la coscienza
e lo spirito umani incontro alla coscienza
e allo spirito cosmici? Si deve in primo
luogo conoscere e sperimentare il pen-
siero come una realt viva: ossia come
una forza ordinariamente sconosciuta.
Per Freud, ad esempio, la forza (la libido)
non quella spirituale del pensiero, ben-
s la forza biochimica della
psicosessualit, mentre, per Jung, la
forza afetva o emotva della psiche.
Entrambi si fgurano dunque la libido co-
me una forza o unenergia altra da quella
del pensiero con cui la pensano. Ma per-
ch mai, quella della libido, dovrebbe
essere solo la forza della volont istntva
o del sentmento, e non anche del pen-
siero? Fato sta come dice Scaligero -
che l'uomo conosce e in qualche modo
domina il mondo, mediante il pensiero.
La contraddizione che egli non conosce
n domina il pensiero. Il pensiero perma-
ne un mistero a se stesso (4). Lo
spirituale che nell'uomo va portato
dunque alla coscienza. Sorge nell'uomo
dice Steiner - come un bisogno del cuo-
re e del sentmento. Ricordate che cosa
si raccomanda in Mateo? Si raccomanda
di non dare le perle ai porci: di non da-
re, ossia, allanima senziente quel ch
destnato allanima cosciente. Non per-
ch sia chiaro si debbano disprezzare
coloro che non sentono, spiritualmente,
fame e sete, ma perch, non essendo
arrivato il loro momento, non sarebbero
in grado di apprezzare le perle. Dare
le perle ai porci signifca pertanto non
rispetare n le perle n i porci; signifca
non saper atendere il momento giusto
(il kairos), perch si soggiace alla tenta-
zione (narcisistca) di mostrare agli altri
quanto si bravi, belli e buoni (se non
addiritura illuminat), dimentcando,
cos, che siamo tut dei principiant: vale
a dire, degli iniziant, e non degli
iniziat. Se volete un esempio di che
cosa voglia dire sentre cert problemi
sullessere delluomo e del mondo come
una necessit vitale, come si sente fame
e sete, leggete allora Le confessioni di
Tolstoj. Ve ne do solo un assaggio: Se
non oggi, domani verranno le malate, la
morte per le persone amate, per me, e
non rimarr nulla se non la putredine e i
vermi. Le cose che ho fato, quali che sia-
no state verranno dimentcate; prima o
poi neanche io ci sar pi.
E allora perch mai darsi da fare? Come
pu un uomo non vedere ci e vivere;
ecco quel che sorprendente. Si pu vi-
vere soltanto fno a che si ubriachi di
vita; ma appena passata lubriacatura
non si pu non vedere che tuto questo
soltanto un inganno e uno stupido in-
ganno! (5). Morale della favola: cercare
di portare tut allantroposofa cosa
ben diversa dal cercare di portare lan-
troposofa a tut, correndo cos il rischio
dinfrmarne il nerbo o lo spirito
(pensate che Steiner non solo dichiara
che la scienza dello spirito va comunica-
ta allumanit odierna con la massima
seriet e con scientfca precisione (6),
ma parla anche - non ricordo dove - della
necessit di un virile ingresso nel severo
mondo dello spirito). Come potrebbe
daltro canto riconoscere l'antroposo-
fa chi non la ricercasse per una sua
esigenza interiore, chi non fosse cio in
grado, non avendo sentto un bisogno
del cuore e del sentmento, di speri-
mentare che essa pu ofrire a questo
bisogno un soddisfacimento? A me
non importa veramente molto dichiara
Steiner che i miei libri principali vadano
per il mondo in migliaia di esemplari; mi
interessa invece assai di pi che essi sia-
no capit, che sia aferrato il loro vero
intmo impulso (7). Conta dunque la
qualit, e non la quantt. (La radice di
ogni vera cultura dice Nietzsche sta
nellanelito degli uomini a rigenerarsi co-
me sant e come geni) (8). L'antroposo-
fa perci per tut, ma non tut sono
(pront) per l'antroposofa. Sapete, a
questo preciso proposito, che cosa disse
Eduard von Hartmann, durante un collo-
quio con Steiner, riguardo alla gnoseolo-
gia? Ve lo leggo: Su quest argoment
non si dovrebbero mai pubblicare libri,
ma solo ciclostlat in pochi esemplari,
forse una sessantna, perch in Germa-
nia, su sessanta milioni di abitant, non
sono di pi le persone che hanno inte-
resse per queste cose (9). Bando dun-
que a ogni promozione o divulgazione
che faccia, volente o nolente, il gioco
della pigrizia. So che non semplice.
(Capita sempre osserva Steiner che i
seguaci di una concezione del mondo
guastno grandemente quel che i fonda-
tori di essa hanno esposto in modo per-
fetamente giusto) (10).





Potreste pensare, ad esempio, che io sia
qui per facilitare le cose. Ma non cos:
non sono qui per facilitarle n per com-
plicarle, ma per cercare di testmoniare,
per quel poco che posso, che lantropo-
sofa come aferma Steiner un'"alta
scuola di pensiero (Spero che si com-
prenda aferma inoltre quanto sia
benefco che in seno alla Societ antro-
posofca emergano delle atvit intese
alla elaborazione gnoseologica pi rigo-
rosa) (11). Non la pigrizia, daltronde,
a far preferire a molt tute quelle vie,
sedicent spirituali, che prometono
sensazioni ed emozioni, ma non chiedo-
no (in quanto direbbe Hegel
misologiche) di rompersi la testa?

Fato sta, invece, che la testa, se voglia-
mo trovare lo spirito vivente, ce la dob-
biamo proprio rompere. Nel giorno di
Pasqua, non rompiamo forse luovo, per
scoprire il regalo che contene? E non
rompiamo il salvadanaio, per prendere
le monete che racchiude? In ogni modo,
giacch so che quello della divulgazione
un argomento assai delicato, vorrei
leggervi questo altro passo di Steiner:
Quanto spesso viene sempre di nuovo
posta la domanda: perch i libri sono
scrit in modo tanto incomprensibile?
Non sarebbe possibile scriverli in un mo-
do pi piano? Qualcuno suggerisce an-
che che cosa occorrerebbe fare per scri-
verli in un modo molto pi semplice. E
necessario difendersi dal raggiungere
troppa semplicit, perch essa eleva solo
legoismo. Se fosse cos facile arrivare
alla scienza dello spirito, chiunque po-
trebbe arrivarvi senza superare il proprio
egoismo. Nel lavoro spirituale che occor-
re svolgere quando ci si impegna, si eli-
mina gi una parte del proprio egoismo,
si perviene cos in modo meno egoistco
a quel che si intende raggiungere con la
scienza dello spirito, quando ci si debba
applicare un po rispeto a unesposizio-
ne troppo piana. Abbiamo incontrato
qualcuno che diceva: molt lavorano
tuto il giorno, e quando alla sera si ap-
prestano a leggere libri difcili non ne
vengono a capo. Occorrerebbero libri
leggibili con facilit. Abbiamo risposto:
perch si dovrebbe impedir loro di im-
piegare il poco tempo di cui dispongono
per leggere quei libri che sono stat
scrit appunto con piena intenzione se-
condo le esigenze del mondo spirituale?
Perch devono usare il tempo per legge-
re libri che sono s pi semplici ma che
banalizzano le cose anche se magari a
parole danno lo stesso contenuto? Cos
non si porrebbero le anime nella medesi-
ma condizione, ma piutosto si trascine-
rebbe nella vita banale proprio ci che
dovrebbe allontanare dalla banalit, an-
che riguardo al modo in cui si vive in
unaltra sfera (12). Come vedete, pos-
sibile banalizzare le cose anche dando
lo stesso contenuto, ma con un diver-
so spirito. Quand dunque che l'uomo
sente come un bisogno del cuore e del
sentmento? Quando, pur essendosi sa-
ziato - grazie alla conoscenza ordinaria -
del mondo sensibile, contnua a sentre
fame e sete: fame e sete di signifcato
o di senso (Chi beve di questacqua
torner ad avere sete; chi invece berr
lacqua che gli dar io, non avr pi sete
in eterno Gv 4,13).
Molt avvertono oscuramente tale biso-
gno (tant ch da questo, stando a Vik-
tor Frankl, che discenderebbero le ne-
vrosi noogene o esistenziali) (13), ma
pochi lo portano poi a coscienza e lota-
no per soddisfarlo, liberandosi dei pre-
giudizi del conscio colletvo: ossia di
quelli della cultura materialistca o spiri-
tualistca, ispirata dagli spirit del tem-
po irregolari. Ho leto, ad esempio, che
uninchiesta promossa dalla Chiesa
avrebbe accertato che il 35% degli italia-
ni crede nella reincarnazione. Ma quant
di quest sarebbero dispost a trasforma-
re la loro credenza in una certezza
scientfco-spirituale, senza badare a
quanto ne pensa la Chiesa o latuale
comunit scientfca (quella rappresen-
tata per intenderci dalla Montalcini,
dalla Hack, da Dulbecco, da Veronesi, da
Boncinelli, ecc.)? Sapete, in realt, chi
siamo noi? Siamo i superstt dei Gulag o
dei Lager della cultura contempora-
nea: ovvero, di tuto quello che la scuola,
la stampa, la radio, la televisione, il cine-
ma o internet ci propinano quotdiana-
mente. Ascoltate quanto scriveva al ri-
guardo Nietzsche, gi nel 1876: Non si
ha pi nessuna idea della distanza inter-
corrente fra la seriet della flosofa e la
seriet di un giornale. Questa gente ha
perduto anche lultmo resto non solo di
un sentre flosofco, ma anche di un sen-
tre religioso, e ha baratato tuto ci
non con lotmismo, ma con il giornali-
smo, con lo spirito e la mancanza di spiri-
to del giorno e dei giornali (14). Eccoci
dunque qui, da superstt (e
miracolat), a studiare lantroposofa,
nella speranza di poter dare fnalmente
risposta alle domande che nascono dal
pi profondo del cuore. Che cos infat
l'antroposofa? (Permetetemi di dire per
questa volta che cos, e non, come
sarebbe giusto, Chi ). Lantroposofa
una via della conoscenza che vorrebbe
portare alla coscienza, al fne di formarci
e non dinformarci, ci che vive e opera
nell'inconscio. Lessere umano vero e
reale aferma appunto Steiner - si
preannunzia nel sentmento oscuro, nel-
la vita inconscia dellanima e, per mezzo
della ricerca antroposofca, devessere
trato a galla nella coscienza. Dal mo-
mento che tale essere umano vero e
reale oggi in grave pericolo (tanto che
la cosiddeta questone sociale si or-
mai trasformata in una questone an-
tropologica), permetetemi di leggervi,
per concludere, queste fort parole, sem-
pre di Nietzsche: Chi dedicher, in tali
pericoli della nostra epoca, i suoi servigi
di custode e di cavaliere allumanit? (...)
Chi terr alta limmagine delluomo,
mentre tut non sentono in s se non il
verme egoistco e una paura cagna, e so-
no tanto decadut da quellimmagine da
ridursi allanimalit o addiritura alla rigi-
da meccanicit? (15).

ANTROPOSOFIA, LE BASI
Relazione di Fabio Antonio Apicella

I SETTE CORPI COSTITUENTI L'UOMO:

7. UOMO SPIRITO, IL PADRE IN NOI, AT-
MAN, nus, spiritus
6. SPIRITO VITALE, BUDDHI
5. SE SPIRITUALE, IO SUPERIORE, MA-
NAS, phasma, manes
4. ORGANIZZAZIONE DELLIO, dianoia,
mens
3. CORPO ASTRALE, psyche, anima
(anima senziente, razionale, cosciente)
2. CORPO ETERICO, ochema, umbra
1. CORPO FISICO, corpus
Secondo le conoscenze spirituali dei Ro-
sacroce e poi riprese da Rudolf Steiner,
l'uomo costtuito da un corpo fsico,
tenuto in vita vegetale da un corpo eteri-
co, tenuto in vita animale da un corpo
astrale, compenetrato dall'anima e a sua
volta costtuita da tre part: senziente,
razionale e cosciente. Al di sopra dell'a-
nima triparttca risiede l'Io, la coscienza
del s. L'uomo la sintesi della Natura. Il
Principio originante i suoi regni s'incarna
parzialmente nell'uomo come Io. Nel suo
corpo fsico il regno minerale. All'inter-
no, il suo corpo eterico l'insieme delle
forze formatrici del regno vegetale. An-
cora pi sotle, il suo corpo astrale, col-
legato agli astri, dona una relazione sen-
soria e sensuale con la vita fsica, come
nel regno animale. Si pu nominare cor-
po astrale inferiore la natura animale
nell'uomo, istntuale, passionale, emot-
va, formato da corpo astrale e anima
senziente legat alla corporeit. Il corpo
astrale superiore invece l'unione spiri-
tuale di anima razionale e anima co-
sciente che si legano all'Io. L'Io il Princi-
pio della coscienza individuale, che di-
versifca il regno umano dagli altri. Se il
corpo fsico vive nello spazio, l'eterico
nel tempo, l'astrale nella luce fuori da
spazio e tempo, l'Io Essenza di Luce. Lo
Spirito si manifesta nell'uomo atraverso
l'atvit del pensare dell'Io, nel minerale
come fssit del fsico, nel vegetale come
forma dell'eterico, nell'animale come
passionalit dell'anima. Il corpo astrale
superiore permeato dalla luce dell'Io
atraverso il pensare. Ma l'uomo pi che
un semplice regno della natura una Ge-
rarchia spirituale, la Decima! In virt del
suo Io egli pu per impulso volitvo con-
trollare istnt, brame e passioni, cosa
che l'animale non pu fare.
Al presente stadio evolutvo, la Luce
dell'Io riluce soltanto nel pensiero. Il cor-
po astrale di natura duplice: animale e
spirituale. Nell'uomo comune, le due na-
ture sono mescolate, facendo s che il
corpo astrale inferiore prevalga sull'ete-
rico-fsico, generando le brame, cio la
legge di sopravvivenza, che si palesa co-
me egoismo, separazione, odio e negli
impulsi duali di simpata-antpata, atra-
zione-repulsione, piacere-dolore. Queste
fanno s che l'anima viva nel caos e con-
dizionano l'Io mediante pensare, sentre
e volere. Ecco che la determinazione
dell'Io viene a degradarsi in determina-
zione dell'ego. L'Io deve giungere a do-
minare le sue part inferiori e realizzare
l'identt dell'uomo col suo Io Superiore,
il Vero S. Deve cio operare una neta
distnzione tra la parte spirituale e quella
animale del corpo astrale. L'anima sen-
ziente il primo stadio di formazione
animica, mondo delle emozioni, sensa-
zioni, desideri e passioni. Su di essa le
forze luciferiche agiscono rivolgendosi
primariamente all'emotvit dell'uomo,
in modo da inibire il pensare intuitvo e
forzare ogni atvit di pensiero all'inter-
no del sistema nervoso. Ma l'emotvit
anche la porta d'accesso all'inconscio
dell'uomo, alle sue part oscure, al suo
Doppio che vi risiede. Atraverso l'emot-
vit si inducono comportament automa-
tci, incoscient. Si producono flm, ormai
tut centrat su paura e bramosia, so-
pratuto erotca. Il loro valore pari alla
tensione che riescono ad ingenerare. La
paura della morte, che alla fne l'eroe
buono giunge a scongiurare, diviene
inconsciamente paura del dissenso, della
reazione. I media difondono notzie ter-
rifcant, agli orari in cui le famiglie si riu-
niscono per il pasto: aerei contro le torri
gemelle, genitori che uccidono i fgli, fgli
che uccidono genitori: gli impulsi morali
dell'individuo sono messi a repentaglio
gi da bambini, espost allo scempio privi
di fltri. Tali aberrazioni lavorano nell'in-
conscio e ivi divengono lentamente sem-
pre pi plausibili, possibili, covando dor-
mient fno a riemergere nei cosiddet
inspiegabili moment di follia, poi rimossi
dall'assassino. La pubblicit induce falsi
bisogni e al consumo di beni inutli, pro-
getat per durare poco, annullando gli
ideali, schiacciando i desideri ad essere
di esclusiva natura materiale. Addiritura
anche la persona amata diviene un bene
materiale, reperito solo per compiacersi
e con una data di scadenza. L'erotsmo,
deviato e corroto, ormai soltanto au-
toerotsmo, un possesso dell'altro in ac-
cordo ai propri bisogni. In modo sublimi-
nale si infonde il senso di colpa nell'indi-
viduo, che si convince di essere colpevo-
le dei suoi problemi e si rassegna, sen-
tendosi impotente: anche cos la sua
azione inibita. Gli scandali della polit-
ca, del clero, lo portano infne a perdere
qualsiasi ideale o credo e ancora una vol-
ta a rassegnarsi che le cose non si possa-
no cambiare. L'anima razionale il se-
condo arto animico, mondo della logica
materialistca, cinica, istntva. Il metodo
rivolgersi all'individuo come ad un
bambino, nel modo di parlare, nell'ince-
dere della voce, dall'alto verso il basso.

. L'uomo si comporta in base a come vie-
ne tratato: una voce calma e serena cal-
mer l'altro e lo porter a parlare in ac-
cordo a quelle vibrazioni pacifche. Un
ateggiamento gentle e paternalistco da
parte di chi accreditato dal mondo
scientfco-culturale susciter qualsiasi
consenso, cio l'automatca sotomissio-
ne dell'ascoltatore. D'altro canto, il cita-
dino medio viene sempre pi diseducato
dalla cultura vera e rieducato al fascino
della volgarit, al simpatco gusto dell'or-
rido, cos che il distacco da chi possiede
e controlla la cultura dall'alto divenga
sempre pi neto e incolmabile. Cos ba-
sta presentare qualsiasi azione politca,
militare, fnanziaria, come dolorosa ma
necessaria, far s che personaggi di cul-
tura adducano le motvazioni pi convin-
cent che anche un paradosso come la
guerra a fn di pace, guerra umanitaria
venga accetato: poi si rasserena il popo-
lo bue, introducendo invece quelle solu-
zioni oscene con gradualit. Lo si confon-
de, lo si distrae con migliaia di informa-
zioni inutli, con le quali sia impossibile
discernere e formarsi un'idea verosimile.
Le bugie dete atraverso le verit, la ve-
rit deta atraverso le bugie. Lo sviluppo
dell'anima cosciente il passaggio suc-
cessivo dell'evoluzione che oggi l'uomo
deve compiere: l'Io deve operare la sin-
tesi dell'anima con la coscienza. E' un'o-
pera complessa ma realizzabile, per cui
l'uomo ha oggi tut gli strument a di-
sposizione. Non tanto importante con
quante qualit e talent egli si sia incar-
nato ma quanta strada nel perfeziona-
mento di s atraverso il lavoro spirituale
egli sia riuscito a realizzare al termine
della sua vita. Atraverso l'esercizio (dal
latno exerceo, non lascio riposare),
dovr raggiungere l'atarassia, la calma
interiore dell'anima, che permeta all'Io
di ristabilire la Gerarchia Solare di spirito
-anima-corpo. Lo far sviluppando quali-
t artstche, utlizzando tecniche di con-
centrazione, meditazione, respirazione,
preghiera e sopratuto l'Ascolto Vivente
della Musica. L'arte lo strumento di
sintesi per eccellenza: quando intuisce,
l'uomo suona il proprio cervello, che tor-
na cos ad essere cos lo strumento musi-
cale dell'Io Superiore. Quando utlizza
l'Akroasis, concentrando le sue facolt di
pensiero intuitvo sul Suono, l'uomo si
lascia suonare dall'interno universo. Ne
diviene parte atva, creatrice! Mezzo di
trasporto d'eccellenza verso la coscienza
sovrasensibile quindi il Suono, il Logos
originario che pu essere cercato e tro-
vato nella musica. Il suono cos come lo
percepiamo invero solo l'involucro sen-
za vita dell'entt spirituale del Suono, in
grado di "toccare" le profondit dell'uo-
mo, nutrirlo nell'anima, guarirlo nel cor-
po ed elevarlo nello spirito. Se l'uomo
impara a liberarlo, il Suono poi libera
l'uomo, portandolo fuori dalla tomba del
corpo, dalla gabbia dell'anima. Tale Li-
bert la Vera Redenzione dell'umanit,
che ogni uomo dovr realizzare nel pro-
prio Io.
LA DIGESTIONE DELLE PROTEINE,
VEGETALI E ANIMALI
Relazione di Fabio Antonio Apicella
La scienza ragiona per percentuali in me-
rito al cibo, ma non sa dove agiscono i
component.
Ritene che un uovo contenga proteine,
che poi divengono aminoacidi, che luo-
mo andr ad utlizzare come matoni per
le sue fbre muscolari. Ma non cos.
Quando viene introdota dallesterno, la
sostanza proteica estranea per lorga-
nismo umano, contenendo le azioni po-
stume dei processi eterici dellessere vi-
vente a cui appartenevano. Perci luo-
mo deve sconfggere e allontanare que-
ste forze, per poter inserire le proteine
nellatvit eterica del suo organismo.
Prima fase della digestone proteica
La proteina viene scomposta dalla pepsi-
na del succo gastrico sino ai peptoni, in
ambiente acido (processo astrale). Fin
qui una sostanza organica estranea.
Seconda fase della digestone proteica
I peptoni incontrano la tripsina del succo
pancreatco, in ambiente alcalino. Qui
inizia una fase intermedia, in cui lOr-
ganizzazione dellIo a subentrare, elimi-
nando le forze astrali ed eteriche, ren-
dendo la sostanza proteica inorganica,
morta, pronta per essere accolta nellor-
ganismo nuovo e riempita della sua vita
eterica. Atraverso lazione distrutva
della tripsina, lIo delluomo deve privare
di forze eteriche, di vita, la materia,
afnch possa essere accolta nel proprio
organismo e rivitalizzata, riempita della
sua vita eterica afnch divenga parte e
nutrimento del suo corpo eterico.
Se il seme non muore non pu germo-
gliare.
La proteina viene quindi fuidifcata nei
processi di calore dellIo e poi scomposta
in element inorganici: Carbonio, azoto,
zolfo, ossigeno e idrogeno.LIo deve por-
tare negli organi le sostanze e le forze
inanimate: solo grazie allimpregnazione
di element inorganici nei suoi organi,
luomo pu avere la Coscienza. In quest
processi organici e inorganici consiste la
Coscienza. Le stesse sostanze e forze or-
ganiche abbasserebbero la coscienza a
livello animale.
LORGANISMO UMANO NON E UN IN-
SIEME DI SOSTANZE MA UN INSIEME DI
ATTIVITA'.
La sostanza serve solo a portare nellor-
ganismo lo stmolo a tali atvit, dopodi-
ch non ha pi alcun signifcato per esso.
Una volta che questa sostanza inorgani-
ca si formata, essa diviene un peso
nellorganismo e deve essere eliminata
immediatamente o espulsa atraverso
processi intermedi. Tali processi di elimi-
nazione sono a carico del corpo astrale
che fatcher a gestrli, se indebolito a
causa di stat emotvi quali rabbia o de-
pressione, portando a gota e reumat-
smi.

Terza fase della digestone proteica
Luomo utlizza soltanto il carbonio per
produrre nuova proteina (stesso dicasi
per i grassi), mentre azoto, zolfo, ossige-
no e idrogeno li prende dallaria! Qui il
corpo eterico che entra in gioco, rivitaliz-
zando e portando dentro di se le forze
vitali della sostanza essenzialmente rina-
ta. Qui la sostanza proteica diviene uma-
na, di nuovo organica ma indiferenziata,
soggeta alle forze del corpo astrale, da
cui possono essere plasmat tut i singoli
organi del corpo fsico. Operando sulla
sostanza proteica astrale, organica e in-
diferenziata (animale), lIo fa sorgere i
singoli organi.
RIASSUMENDO
LIo quindi deve essere sufcientemente
forte da devitalizzare le proteine e i gras-
si e trasferirle nellambito eterico le for-
ze vitali dellalimento. Se lOrganizzazio-
ne dellIo non sufcientemente forte
nel pancreas da eliminare completamen-
te le forze eteriche e astrali del nutri-
mento, porta con s le forze eteriche
dellessere originario. Allora queste non
possono essere assorbite nel corpo eteri-
co e rimangono nella regione dellatvit
astrale, cio delleliminazione. Si ha allo-
ra uniperatvit irregolare del corpo
eterico, che deve essere eliminata per
vie anormali. Lalbuminuria infat leli-
minazione di sostanza proteica non devi-
talizzata da un Io troppo debole. Se lIo
ha il compito di devitalizzare la sostanza
proteica, il corpo astrale preposto alle
funzioni di ESCREZIONE. Nellalbumine-
ria, il corpo astrale deve usare le sue for-
ze in luoghi in cui non preposto, quindi
la sua atvit viene repressa in quelle
zone in cui normalmente rivolta, i reni
e la pelle! I due processi, di DEVITALIZ-
ZAZIONE e di ELIMINAZIONE, sono com-
plementari e in delicato equilibrio tra
loro: il corpo astrale prepara il terreno
allIo, rendendo gli organi inclini ad acco-
gliere forze e sostanze inorganiche. Lad-
dove vi molto acido urico da espellere
(parte inferiore del corpo), il corpo astra-
le deve essere molto atvo mentre lIo
deve esserlo poco, per non arricchire gli
organi di troppa sostanza inorganica, che
andrebbe altriment dispersa e impoveri-
rebbe il corpo fsico. La giusta distribu-
zione dellacido urico in un organo un
elemento chiave per determinare in esso
lequilibrio tra lorganizzazione dellIo e il
corpo astrale.
Grandissima manifestazione con un
pubblico molto entusiasta.
NON CONTA CIO CHE SI MANGIA, MA
ANCHE E SOPRATTUTTO CIO CHE SI
ESPELLE! LORGANISMO UMANO NON
E UN INSIEME DI SOSTANZE MA UN IN-
SIEME DI ATTIVITA! La sostanza serve a
portare nellorganismo lo STIMOLO a tali
atvit, perduta la quale non ha pi al-
cun signifcato per esso. Se proteine e
grassi vengono prodote dal corpo atra-
verso il carbonio, luomo non pu forma-
re i sali, n i carboidrat per formare glu-
cosio. Il metabolismo SVILUPPA DELLE
FORZE ETERICHE (FORMATRICI)
NELLUOMO: SONO QUESTE LE FORZE
CHE GENERANO UN ORGANISMO SANO
E FORTE!
Facendo uno sforzo fsico esterno perdo
energia, ma con uno sforzo metabolico
interno invece acquisto forza, energia.
Se lo sforzo fsico indebolisce il corpo f-
sico, lo sforzo eterico rinforza il corpo
eterico! I cereali integrali sono gli ali-
ment che garantscono il maggior svilup-
po di forze interiori. Cot sono pi facili
da digerire e apportano calore al corpo.
IL CORPO UMANO HA LE FORZE ASTRA-
LI PER TRASFORMARE LE SOSTANZE VE-
GETALI IN MATERIA CARNEA. INOLTRE,
COL CIBO VEGETALE, IL CORPO HA UN
AUMENTO APPARENTE DI FORZE ETERI-
CHE, DOVUTO AD UN RISPARMIO NO-
TEVOLE DI ENERGIA PER NON DOVER
ELIMINARE LE SCORIE DELLA DIGESTIO-
NE CARNEA, URATI E ACIDO URICO. SE
INVECE LUOMO NON UTILIZZA QUELLE
SUE FORZE ASTRALI PER CREARE MATE-
RIA CARNEA DAI VEGETALI MA LE CREA
INVECE SOLO DALLA CARNE, TALI FORZE
SI ACCUMULANO IN LUI SOTTO FORMA
DI AGGRESSIVITA, ODIO, RABBIA. QUE-
STO INCIDE SUI SUOI ORGANI E SUL
SUO SCHELETRO POICHE SI RIEMPIE DI
ACIDO URICO E URATI.
INOLTRE NELLA CARNE proveniente da
allevament, vi sono adrenalina, dopami-
na e sentment di paura del dolore e
della morte, cio un MESSAGGIO CHE
INCIDE SUL DNA ROTTAME.

SULLA VISIONE DEL MONDO OLISTICA
Relazione di Francesco Pungitore

Chi siamo? Da dove veniamo? Dove an-
diamo? Filosofa, scienza e religioni, in
tute le epoche, hanno tentato di dare
delle risposte defnitve a queste tre do-
mande, considerate i massimi quesit esi-
stenziali dell'umanit. Razze e popoli si
sono divisi e combatut, basandosi su un
diverso modo di concepire quest tre
enigmi che procedono di pari passo con
lo sviluppo delle civilt. Nulla di diverso
rispeto a quanto accade anche oggi, del
resto. C', per, una proposta culturale,
sociale, antropologica, flosofca e fnan-
che medica che sembra riemergere in
quest anni: si chiama genericamente
olismo. Con questo termine si indica, in
efet, un vasto e variegato movimento
di pensiero che si confronta con le tre
domande esistenziali dell'uomo in termi-
ni, a dir poco, originali. Olos in greco si-
gnifca lintero, il tuto. L'olismo , dun-
que, un modo unitario e organico di con-
cepire la realt. Il termine viene general-
mente associato a una prospetva gene-
rale di caratere intuizionistco. E secon-
do questa prospetva, tuto e tut vivia-
mo immersi nel pieno signifcato e nel
mistero dell'esistenza. Tuto e tut sia-
mo interconnessi e interdipendent, sia a
livello macrocosmico che microcosmico.
Tute le diferenze e tut i contrast sono
relatvi, all'interno di una unit che tuto
comprende. Lo stesso essere umano de-
ve essere studiato e capito come un
complesso inscindibile di corpo, emozio-
ni, pensieri, personalit, ambiente socia-
le e anima. Questa interdipendenza co-
sttuisce una trama indivisibile in cui ogni
cosa interconnessa. In tal senso sicu-
ramente olistca, ad esempio, anche la
moderna medicina omeopatca. Secondo
l'omeopata l'organismo qualcosa di
molto pi complesso e profondo della
semplice somma delle sue part. Ma l'in-
terdipendenza aggiunge l'olismo -
sperimentabile anche tra l'uomo e la na-
tura, tra l'universo e tute le forme di vi-
ta e di materia che provengono dall'uni-
ca fonte della creazione cosmica. Tuto e
tut siamo il prodoto dello stesso even-
to della creazione e, poich emergiamo
dalla medesima sorgente, tuto e tut
siamo unit e interconnessi. Nell'olismo,
una delle idee fondamentali il ricono-
scimento della interdipendenza di tute
le forme di vita, del semplice fato che
ogni fenomeno pu infuire su qualsiasi
altra cosa; ogni frammento fa sempre
parte di un qualche intero. . .
L'approccio olistco ritene altres che
ogni forma di vita (compresi noi umani)
sia in evoluzione e miri a realizzare il
proprio massimo potenziale. Di conse-
guenza c' una regola: non ostacolare la
crescita di alcunch. In tal senso, il mon-
do non che un insieme di component
inseparabili, interagent e in moto cont-
nuo e l'uomo parte integrante di que-
sto insieme. In sintesi, secondo la visione
olistca l'universo nella sua interezza
visto come una rete dinamica di event
interconnessi. Una considerazione floso-
fca che riprende e reinterpreta le sco-
perte scientfche della moderna mecca-
nica quantstca, i cui progressi conoscit-
vi rispeto alla visione classica, newtonia-
na, deterministca e meccanicistca del
mondo sono ormai indiscutbili ed evi-
dent da oltre un secolo. Come spiega il
fsico italiano Fabrizio Coppola la quant-
stca considera, a livello subatomico,
ogni entt che esiste nell'universo come
una vibrazione dello spazio-tempo. In-
somma, ci che concepiamo come mate-
ria solida non lo afato. In ultma ana-
lisi scrive Coppola ogni manifestazio-
ne, in natura, una vibrazione del vuoto
quantstco, cio una vibrazione quantz-
zata nella strutura dello spazio-tempo.
Dunque, il vuoto in quanto tale non
esiste. O, per meglio dire, lo spazio vuo-
to comunque pieno. E' pieno di ener-
gia quantzzata che vibra. Nel XX secolo,
la scienza moderna pu aver scoperto
cosa contene lo spazio: un campo ener-
getco che si diferenzia da qualsiasi altra
forma di energia. Lo spazio che ci cir-
conda spiega lo scritore americano
Gregg Braden tuto fuorch vuoto. E
ancora: E' chiaro che esiste un campo o
una presenza che forma la grande rete
che unisce tuto ci che esiste nel crea-
to. Ma chi siamo, allora? La risposta oli-
stca : siamo tut parte del tessuto che
forma la trama intelligente e consapevo-
le della creazione. In base a questo pun-
to di vista, la nostra esistenza acquisisce,
evidentemente, un nuovo signifcato che
va inevitabilmente a ripercuotersi sugli
altri due quesit: da dove veniamo e do-
ve andiamo. Sta emergendo una nuova
scienza olistca che riconosce che tuto
ci che chiamiamo realt interrelato e
parte di un Mondo Integrale coerente.
Via via che questo riscoperto olismo gua-
dagna terreno, le descrizioni di dualit
del passato cedono il passo alle perce-
zioni di polarit e relatvit complemen-
tari. Pi di duemila anni fa il Buddha de-
scrisse il Cosmo come una rete di fli d'o-
ro che collegavano tra loro una miriade
di gioielli sfaccetat, ciascuno dei quali
rifeteva la luce multcolore di tut gli
altri. La sua splendida e simbolica visione
quella che oggi viene riscoperta dall'a-
vanguardia della scienza e ai limit estre-
mi dello studio della coscienza. Dunque,
l'olismo non poi cos nuovo e, anzi, si
comprende bene come esso abbia ispi-
razioni molto profonde e lontane nel
tempo.