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Quadrimestrale di archeologia subacquea e navale

Anno XVIII, n. 1 (52), Gennaio - Aprile 2012


Sped. in abb. post. 70% - Autorizz. Filiale di Bari

Siracusa (Santa Lucia), latomia costiera

Progetto THESAURUS
La prima tonnara (antica) in Sicilia
Progetto Liburna
(Campagna 2010 - parte II)
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SPECIALE

Progetto Liburna
Archeologia subacquea in Albania (campagna 2010)
Parte II
Merci e rotte commerciali nella Baia di VII sec. a.C. Tra i vari i motivi che spinse-
Durazzo ro le due citt greche, Corinto e Corcira, a
fondare questa citt vi era il controllo dei
flussi commerciali diretti verso lAdriatico

L
analisi preliminare dei reperti ar-
cheologici campionati durante la settentrionale per gli scambi di materie pri-
quarta campagna di ricognizione me come il ferro, lambra, i cavalli e gli
del Progetto Liburna (vd. Larcheologo su- schiavi, insieme a quelli diretti verso len-
bacqueo, 51, pp. 14-17) ha fornito ulteriori troterra, con le valli dello Shkumbin (Ge-
elementi per la ricostruzione di alcuni aspetti nusus), del Mati (Mathis) e del Drini (Dri-
della storia economica nella Baia di Du- lon) e, infine, in direzione occidentale, con
razzo. Allinterno di questo comprensorio i territori pugliesi. La circolazione delle mer-
costiero erano state svolte ricerche da parte ci prodotte nei territori greci stata confer-
di N. Ceka e M. Zeqo negli anni Settanta e mata dalla presenza di anfore Corinzio-Cor-
Ottanta del secolo passato (vd. Larcheologo ciresi del tipo B e B, inquadrabili dalla fine
subacqueo, 34-35, 2006, pp. 4-7) e pi re- del IV a tutto il III sec. Anfora corinzio-corcirese B (UTS 3C).
centemente nel 2004 da parte del Centre for a.C. Il tipo B risultato
Marine and Underwater Archaeology Stu- quantitativamente poco
dies (QSDAN) in collaborazione con lIsti- rappresentato se si con-
tuto di Archeologia dellAccademia delle sidera il recupero di un
Scienze di Tirana e il Museo Archeologico di puntale rinvenuto isola-
Durrs. Il confronto con questi studi pre- to e posizionato a ca. 10
gressi ha permesso di ricavare elementi di m in direzione Ovest
confronto per poter stabilire i cambiamenti (UTS 3 C) dellareale
dello stato di conservazione di alcuni giaci- caratterizzato dalla con-
menti, soprattutto nel caso delle localit co- centrazione di anfore di
stiere che risultavano in comune con quelle et tardoantica afferen-
del Progetto Liburna, e aggiungere elementi ti al relitto Capo Pali 1.
per la valutazione del rischio archeologico in Pi numerose invece
quanto alcune zone sono risultate interes- sono le Corinzie-Cor-
sate da una intensa frequentazione, a causa ciresi B, presenti nelle
del passaggio di imbarcazioni, o soggette a UTS 1 F e 1 C di Capo
fenomeni di rapida urbanizzazione. Questo Pali oltre che a Capo
tipo di approccio ha tenuto in considerazione Rodoni (UTS 4 B); sul-
i punti enunciati nel documento finale re- le superfici interne
datto durante il seminario La tecnologia ed stato possibile registra-
il know-how italiano per la valorizzazione del re la presenza di uno
patrimonio subacqueo svolto proprio a Du- strato di pece e in parti-
razzo il 24 luglio 2006 (vd. Larcheologo su- colare di noduli in cor-
bacqueo, 34-35, 2006, pp. 1-3). rispondenza dei fondi,
Le fonti antiche (Thuc. I, 24) e quelle ar- dato che supporta lipo-
cheologiche (ceramica illirica e proto- tesi di una destinazione
corinzia tarda nelle tombe delle necropoli vinaria di questi conte-
arcaiche delle colline di Dautaj e Kokoman) nitori.
hanno permesso di stabilire che Epidam- Il trasporto e la distri-
nos/Dyrrhachion-Dyrrhachium fu una co- buzione di questultima Carta generale dellAlbania. Area delle ricerche e indicazione dei siti
lonia greca fondata negli ultimi decenni del derrata per questo com- e delle unit topografiche subacquee.
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Anfora corinzio-corcirese B (UTS 1F). Anfora corinzio-corcirese B. Pareti interne im- Anfora corinzio-corcirese B(UTS 1C).
peciate (UTS 43).

Van der Mersch VI realizzate probabil- tenitori da trasporto dellUTS 1C sono ri-
mente in Italia meridionale a partire dalla sultati accumunati da particolari elementi
fine del IV e per tutto il III-II sec. a.C. La morfologici come le misure dei diametri
presenza di questi contenitori, anche se con degli orli e la conformazione degli stessi a
un numero di esemplari non molto rappre- sezione triangolare o ad orlo inclinato.
sentativo rispetto a quello delle anfore gre- Anfore decontestualizzate, assegnabili alla
che prodotte nelle due citt madri di famiglia delle Lamboglia 2, recuperate ipo-
Epidamnos/Dyrrachion, testimoniano si- teticamente lungo la costa Nord orientale di
curamente un contatto con i centri produt- Capo Rodoni, sono state depositate sulla
tivi magno-greci e sicelioti. Le rotte sono cresta di un muro allinterno di un edificio
confermate dalle fonti riguardo per alcuni posto immediatamente a Nord-Est della
avvenimenti militari come limbarco dal chiesa di SantAntonio, edificio che viene
porto di Durazzo di Pirro per la spedizione menzionato in documenti di XIII e XIV
Anfora corinzio-corcirese B. Deposito di pece
(UTS 43). in aiuto dei tarantini contro Roma (Anna sec. (il complesso potrebbe essere identifi-
Comnena, Alex. 3.12.8). cato, secondo A. Meksi, con il monastero di
prensorio era affidato anche ad altre anfore Tra la fine del III e il II sec. a.C. possibile Santa Maria citato in documenti del 1418).
prodotte per in territori differenti: a Capo registrare la presenza di anfore grecoitali- Anche per questa localit si tratta di ritro-
Pali (UTS 1 A) e a Capo Rodoni (UTS 4 che recenti rinvenute lungo il versante vamenti conservati solo nelle porzioni su-
A) sono state documentate infatti anfore Nord-Est di Capo Pali (UTS 1 C), docu- periori sicuramente prelevati da ambienti
mentate in maniera frammentaria e con le marini cos come dimostrano le evidenti
superfici fortemente fluitate in areali in cui concrezioni sulle superfici. Tali frammenti
stato possibile distinguere anche altre sono stati documentati allinterno di cu-
classi ceramiche attribuibili a forme uti- muli di reperti di diversa natura e periodi
lizzate per la cottura o per il riscaldamento tra i quali stato possibile distinguere ele-
del cibo e a vasellame in vernice nera. Po- menti litici riferibili a parti architettoniche
sti a bassa profondit e quindi maggior- decorati con bassorilievi insieme a pilastri,
mente soggetti ai marosi non stato possi- steli e a porzioni di macine. Tra i reperti ce-
bile avanzare ipotesi interpretative che ramici sono stati censiti anche coppi e te-
permettessero di comprendere i processi
gole.
formativi di queste concentrazioni. I con-
Unaltra Lamboglia 2, caratterizzata da un
orlo a fascia rilevato, stata documentata in
maniera isolata allinterno dellArea 2 in cor-
Anfora Van der Mersch VI (UTS 4A). rispondenza di un fondale inclinato, lungo
il versante meridionale di Capo Pali (UTS
1 D). Il consistente strato di concrezioni non
ha impedito di stabilire confronti con ulte-
riori esemplari che presentano le medesime
caratteristiche provenienti dallo stesso sito
e rinvenute durante le ricognizioni effettuate
negli anni passati o con quelle segnalate, nel-
lestate del 2004, presso i fondali di Curri-
la e Batlla, localit costiere della Baia di Du-
razzo identificate come punti di approdo non
solo per il materiale ceramico rinvenuto ma
anche per la presenza di ancore litiche, di
grandi blocchi e strutture murarie poste a
7 m di profondit (vd. Larcheologo su-
bacqueo, 34-35, 2006, pp. 5, 7). Pi a Sud,
Anfora Van der Mersch VI in situ (UTS 4A). Anfora Van der Mersch VI (UTS 1A). nellArea 3, stata rinvenuta una ulteriore
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Capo Rodoni. Edificio a Nord-Est della Chiesa di SantAntonio. Deposito di reperti deconte-
stualizzati.

anfora appartenete alla medesima famiglia deduzione dellesstenza di un mercato dif-


(UTS 3 B) conservata fino al collo ma pri- ferenziato. In generale questi contenitori ri-
va di anse e orlo. Nellinsieme la presenza sultano abbastanza diffusi nel territorio al-
di questi contenitori potrebbe costituire un banese cos come testimoniano per esempio
riferimento per ampliare il quadro delle co- i rinvenimenti di Scodra, quelli effettuati
noscenze relative ai fenomeni di produzio- presso il sito fortificato di Kratuli, dalla lo-
Anfora grecoitalica recente (UTS 1C). ne e importazione di vino in questi territo- calit Sterbeq a Nord-Ovest di Kalldrun, dal-
ri in quanto nota, grazie ai riferimenti di la villa di Malathre, ad Aulona, Orikum, On-
Columella (De re rustica Rust, III, 2, 28) e chiasmos, Selc e Poshtme, Dimale e Phoi-
di Plinio il Vecchio, un tipo di uva e vitigno nike. I rapporti tra i romani e lIlliria quin-
locale che costituiva mo-
tivo di vanto per gli abi-
tanti di Durazzo (Bali-
scam Dyrrachini cele-
brant, in N.H. XIV, 29)
e il cui etimo rimande-
rebbe ipoteticamente
proprio ad un origine il-
lirica. A questo dato si
aggiunge quello segna-
lato Ph. Desy circa la
presenza di fornaci a
Lissus adibite proprio
alla cottura di Lamboglia
2, documentate in questo
sito con i bolli SVRI e
GENTI. Sono noti, in-
fatti, altri rinvenimenti di
Lamboglia 2 a Durazzo
che recano bolli e in ri-
ferimento alla schedatu-
ra effettuata da A. Mano
e B. Dutaj noto che
solo il 4% circa trova
corrispondenza con
quelli finora noti. I nomi
censiti in questa citt
costiera settentrionale
dellAlbania non corri-
spondono con quelli at-
testati sugli esemplari
rinvenuti a Butrinto e
ad Apollonia osserva-
zione che rimanderebbe Carta nautica dellIstituto Idrografico della Marina (1967). Localit
Anfora Lamboglia 2 (UTS 1D). in maniera ipotetica alla Porta Romana.
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c
a

Anfore: a) Dressel 30, b) Spatheion, c) Africana III (UTS 1C).

(a destra) Campionatura delle anfore Late Roman 2 che costi-


tuivano il carico del relitto Capo Poli 1 (UTS 34).

smercio dei prodotti. Non stato possibile 2005, relativo ad un impianto produttivo
effettuare in questa zona ricognizioni a con alcuni ambienti di servizio e strutture
causa degli sconvolgimenti che ha subito la abitative posto nei pressi dello stabilimento
linea di costa, fortemente erosa, con i livelli delle terme pubbliche romane a pochi metri
marini stravolti dallantropizzazione e in dallasse stradale che porta proprio verso
particolare dalla industrializzazione. Le in- Capo Pali: un gruppo di spatheia stato
dagini subacquee condotte da N. Ceka e M. rinvenuto in un magazzino utilizzato per la
Zeqo agli innizi degli anni Ottanta del No- conservazione dei beni di sussistenza, in-
vecento hanno consentito di individuare in sieme a frammenti di lucerne Atlante X
questa localit resti di costruzioni databili (gruppo C3) e anfore del tipo Sinope.
al IV-II sec. a.C. poste ad una certa distanza Scarsamente rappresentate nellUTS 1 C
dalla costa attuale e ad una profondit di sono invece le orientali Late Roman Am-
2,50 m. phorae 1. La caratteristica dellunico fram-
Diversi furono i cambiamenti che si verifi- mento di ansa recuperato quella di
carono a partire dalla fine dellet imperiale possedere una sezione pari a 1,4 cm, dato
e durante il periodo tardoantico. Mentre la che potrebbe in maniera ipotetica, conside-
citt di Durazzo soggetta ad una serie di rata lesiguit della porzione consevata, ri-
incursioni da parte di visigoti e ostrogoti, mandare ai modelli di transizione tra le 1 A
Anfora Late Roman 1 (UTS 1C). comandati dai re Alarico, Valamire e Teo- e le 1 B della medesima famiglia, databili
derico, i luoghi di approdo e ancoraggio alla fine del V-inizi del VI sec. d.C. Si assi-
frequentati in questo periodo restituiscono ste infatti in queste forme ad una riduzione
di non erano validi solo per questioni mili- materiali che confermano i contatti con le della sezione delle anse fenomeno che pu
tari cos come pu testimoniare loperazio- aree produttive africane e orientali (in par- essere anche attribuito ai sotto-moduli delle
ne di recupero nel 171 a.C. di settantasei navi
ticolare dallUTS 2 A stato possibile in- LRA 1 A, che si inquadrano tra la fine del
leggere (lembos) nel porto di Dyrrhachium,
dividuare aree di concentrazione di IV e la prima met del V, o quelli pi tardi
da parte di M. Lucrezio, fratello del preto-
re incaricato per le spedizioni contro gli Il- materiali ceramici attribuibili a pareti di an- riferibili alla produzione delle LRA 1 B, da-
liri (Liv., XLII, 48.5-8). Importante, infatti, fore i cui impasti rimanderebbero a queste tabili alla met del VI-met del VII sec.
per lo sviluppo delleconomia, sar la co- aree produttive delle quali non stato pos- d.C.
struzione, avvenuta tra il 146 e il 120 a.C. sibile avanzare ipotesi identificative ri- Che la citt di Durazzo durante lepoca bi-
(successivamente restaurata durante limpero spetto a forme note a causa del cattivo stato zantina assuma un ruolo strategico di col-
di Traiano), della via Egnatia che proprio da di conservazione, con fratture fluitate e su- legamento tra Oriente e Occidente anche
Dyrrachium conduceva a Tessalonica fino a perfici fortemente concrezionate). Presso in seguito alla fortificazione da parte di
Costantinopoli, rendendo maggiormente lUTS 1 C, nei fondali Nord-orientali di Anastasio e Giustiniano nel VI sec. d.C.
fluidi i rapporti economici fra Roma e Capo Pali, la presenza di anfore africane testimoniato dalla presenza di un relitto
Oriente. risultata maggiore rispetto a quelle orien- (Capo Pali 1) relativo ad una imbarca-
La fondazione di una colonia a Durazzo, in tali, con le vinarie Dressel 30 della Maure- zione con un carico omogeneo di anfore
cui attestata la trib Aemilia, e la succes- tania Caesarensis, insieme ai contenitori Late Roman 2 situato lungo il versante
siva espansione durante il periodo primo- cilindrici di medie dimensioni come le Sud-Ovest di Capo Pali (UTS 3 A). I con-
imperiale, attraverso la costruzione di un Africane III e gli spatheia 1 B inquadrabili tenitori sono tutti riconducibili al tipo 2 B
acquedotto, anfiteatro, terme e biblioteca alla prima met/met del V sec. d.C. Que- databili alla seconda met del VI sec. d.C.,
trasformano lassetto urbanistico della citt sti ultimi sono stati documentati anche filiazione del canonico tipo 2 A che ri-
rendendola sempre pi importante per il presso lUTS 1 E allinterno dellareale 5 sulta pi antico (V-met VI sec. d.C.).
commercio. In direzione Nord, a circa 7 della stessa localit. Larrivo a Durazzo di Sulla base di unanalisi preliminare del
km, il centro si congiungeva con la localit questi contenitori affusolati trova riscontri materiale campionato stato possibile in-
Porto Romano che doveva costituire un ul- anche nei dati di scavo provenienti dal dividuare tre varianti tra le anfore del ca-
teriore approdo per la navigazione e lo complesso ellenistico-romano, indagato nel rico del relitto, stabilite confrontando le
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Tra i maggiori centri produttivi di questi


contenitori sono indicati le isole settentrio-
nali del Mare Egeo, in particolare lisola di
Chio, di Samo, il sito di Kounoupi nellAr-
golide, i territori di Thespiae e Tanagra e
in alcuni siti posti sulla costa del Mar Nero.
Il liquido trasportato non ancora noto in
maniera sicura: per 69 anfore su 120 recu-
perate dal relitto di Yassi Ada 2 della costa
nei pressi di Bodrum, si potuto riscontrare
la presenza di tracce di pece e di resti di
semi di uva; si quindi pensato ad un con-
tenuto vinario. I tituli picti documentati
sugli esemplari rinvenuti in Romania sem-
brano infatti indicare il vino, ipotesi che al
Anfora Late Roman 2, tipo 1a (UTS 3A). momento resta la pi accreditata se si pensa Anfora Late Roman 2, tipo 2 (UTS 3A).
anche allorigine chiota di questo conteni-
tore e alla tradizione economico-produttiva
di questisola. Il rivestimento con la pece
delle pareti interne di alcuni esemplari del
relitto Capo Pali 1 costituirebbe un ulteriore
elemento per sostenere questa ipotesi e
trova confronti con gli esemplari impeciati
rinvenuti in ambienti marini presso Port-
Vendres, Fos-sur-Mer e Marsiglia o quelli
documentati presso Torone, nella Penisola
Calcidica. Le ricerche archeometriche ef-
fettuate sugli esemplari rinvenuti a Tomis
hanno permesso di appurare lutilizzo di
una resina particolare, la mastix che noto- Anfora Late Roman 2, tipo 3 (UTS 3A).
riamente veniva prodotta proprio presso
Anfora Late Roman 2, tipo 1b (UTS 3A). lisola di Chio. In generale per questa fa- nada/Onhezmos e Butrinto dove sono
miglia di contenitori da trasporto stato presenti con percentuali di rilievo nei con-
parti morfologiche relative alle porzioni ipotizzato un utilizzo/riutilizzo per olio, testi della met del VI sec. d.C. e succes-
superiori. La prima, quantitativamente mi- olive e cereali. sivamente essere smerciati nellentroterra
nore, si distingue per lorlo imbutiforme Da segnalare, inoltre, allinterno del carico presso linsediamento di Kruja, Qafa oltre
con profilo esterno rettilineo la cui altezza di questo relitto parzialmente indagato, un che nelle stratigrafie degli insediamenti ur-
compresa tra i 5,8 e i 6,4 cm e rispettiva- coperchio pertinente alla classe della cera- bani di Byllis e Phoinike. A. Hoti segnala a
mente con diametri di 14 e 12,4 cm. Que- mica comune molto probabilmente impie- Capo Rodoni la presenza di frammenti di
ste anfore presentano inoltre uno spessore gato per la chiusura delle anfore cos come anfore tardoantiche orientali e in partico-
delle pareti con valori di poco maggiori ri- denuncerebbe la traccia di pece presente lare LR 2 e Samos cistern type.
spetto agli altri due tipi che si caratteriz- sulla porzione esterna dellorlo. Probabilmente riferibili alla frequentazio-
zano per unaltezza dellorlo compresa tra Queste anfore, insieme alle produzioni LRA ne del sito in et medievale e rinascimen-
i 4 e i 5 cm. I valori dei diametri di que- 1, sono attestate in diversi siti albanesi, con tale in connessione con il monastirit t
stultimi tipi vanno da 11,8 a 13 cm e pre- un sistema distributivo che raggiungeva in Shn Ndout o la Fortezza di Sknderbeu,
sentano un profilo esterno pi curvilineo prima istanza la costa, e quindi le localit costruita nel 1465 e successivamente
con la parte sommitale dellorlo maggior- di Durazzo, presso ledificio di culto di San demolita dagli Ottomani comandati dal
mente introflessa. Michele ad Arapaj, golfo di Valona, Sar- sultano Mehemet II nel 1467 per essere poi

Anfora Late Roman 2. Particolare delle Assemblaggio del coperchio allinterno di un Coperchio con traccia di pece in corrispon-
tracce di pece sulla parete interna (UTS 3A). orlo di unanfora LR 2 (UTS 3A). denza del bordo (UTS 3A).
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prima analisi essere riconosciuti in corri-


spondenza di una frattura su uno degli
esemplari recuperati.

I materiali individuati durante questa cam-


pagna di survey coprono un ampio venta-
glio cronologico e confermano il pieno
inserimento della Baia di Durazzo nelle
principali rotte commerciali oltre che la vo-
cazione portuale della stessa citt anche se
le strutture antiche realizzate per questo
scopo dovevano far fronte ai consistenti ap-
porti limosi e alluvionali che confluivano
in questa baia e che hanno causato cambia-
menti geomorfologici della linea di costa.
Privilegiati appaiono i contatti con larea
adriatica, cos come confermerebbe la di-
rettrice marittima tra Apollonia, Durazzo e
Brindisi, questultimo considerato un tra-
gitto chiave di 1000 stadi che veniva effet-
Capo Rodoni. Resti della fortezza di Skandeberg. tuato abitualmente anche durante le
stagioni autunnali e invernali per passeg-
ricostruita nel 1500 dai Veneziani, potreb- paves atlantiques recensito in Larcheo- geri ufficiali e messaggi (Itinerarium Anto-
be essere interpretato laccumulo/scarico logo subacqueo 37, 2007, pp. 18-19). ninum, 317, 5 e 497, 6 e indirettamente
di coppi in terracotta posizionati in corri- Le mattonelle in graniglia campionate nel- anche nel Digesto XIV, 1.12), oppure
spondenza della linea che delimitava a lArea 1 di Capo Pali risultano frammenta- quella rivolta verso lAlto Adriatico, dove
Nord-Est lArea 3 di Capo Rodoni (UTS 5 rie (10,5 x 9,7 cm; spesse 2 cm) e la testimonianza di Strabone (V, 1, 8) sot-
A). Si tratta di coppi caratterizzati da un probabilmente potrebbero essere ricondotte tolinea il ruolo svolto dallemporio di Aqui-
cordolo rilevato in corrispondenza della ai modelli classici di 20 x 20 cm immessi leia, punto di riferimento per gli Illiri che
base pi larga e dalla presenza di fori rea- sul mercato tra la fine del XIX e gli inizi scambiavano merci varie tra cui schiavi,
lizzati alle estremit in maniera diagonal- del XX secolo. Difficile risulta definire i pelli e bestiame. Emerge durante il periodo
mente opposta. manufatti dal punto di vista tecnico e dei tardoantico anche la rotta diretta verso la
Allet contemporanea invece va assegnato materiali costituenti poich totalmente ri- parte meridionale e orientale del Mediter-
il cumulo di mattoni in graniglia (UTS 1 B) coperti da flora marina e incrostazioni, e raneo. Un quadro della circolazione delle
rinvenuto in direzione Nord-Nord-Ovest a affermare se si tratta di marmette in mo- merci con testimonianze della cultura ma-
110 m dalla punta di Capo Pali, ipotetica- saico alla veneziana, a disegno o mono- teriale che presentano elementi in comune
mente afferente ad un relitto, ipotesi che crome, a grosse scaglie di marmo e a con quelli ricavati durante le indagini
andr vagliata con il proseguimento futuro segati, se si tratta di mattonelle in marmo- svolte, allinterno del Progetto Liburna,
delle indagini. Il comprensorio della costa lea dette cementina o piastrina o di pie- negli altri comprensori costieri albanesi, af-
atlantica Nord-Ovest della Francia offre da trini. Questi ultimi per erano realizzati ferenti alla costa centro-meridionale e in
questo punto di vista un riferimento per con uno spessore di 2 cm misura che coin- particolare al golfo di Valona, alla penisola
quanto concerne lo studio di imbarcazioni cide con gli elementi campionati nellUTS di Karaburun (vd. Larcheologo subacqueo
di et contemporanea adibite al trasporto di 1 B di Capo Pali, ottenuti dallimpasto di 4 41-42, 2008, pp. 14-15; 47, 2010, pp. 5-8)
materiale edile. Oggetto di campagne di ri- parti di legante, costituito da cemento gri- e alla baia di Porto Palermo (vd. Larcheo-
cognizione e scavi archeologici subacquei gio, e 3 di inerte cio briciolinadi polvere logo subacqueo 41-42, 2008, pp. 6-8).
condotte da parte del D.R.A.S.S.M. i relitti di pietra della granulometria compresa tra
indagati hanno restituito una serie di ele- 4-12 mm, elementi che potrebbero ad una G.D.
menti per definire il fenomeno della pro-
duzione di elementi in ardesia nel distretto
di Anger e il successivo trasporto fluviale
fino alle coste dove erano destinati ai mer-
cati della Normandia e alle colonie francesi
dellAmerica. In particolare per questo
commercio importanti sono risultate le in-
dagini svolte sui relitti di Kerjouanno (XIX
sec.) nel dipartimento di Morbihan insieme
a quello della Corderie (Ctes-dArmor) e
sul relitto Garibaldi (1909) a Saint Malo.
Particolare invece risulta il relitto Edmond
Alix (1870) che trasportava mattoni realiz-
zati in terracotta e prodotti nella regione di
Havre (per la bibliografia specifica di que-
sti relitti si rimanda al volume La Mer pour
Mmoire. Archologie sous-marine des Campionatura dei mattoni in graniglia (UTS 1B).
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LARCHEOLOGO SUBACQUEO
Quadrimestrale di archeologia subacquea e navale

Topografia antica Spedizione in abbonamento postale 70%


Autorizzazione del Tribunale di Bari
n. 1197 del 9.11.1994
Direttore responsabile: Giuliano Volpe
Tradizione, tecnologia Redazioni:
Catania: Enrico Felici, via Caduti del

e territorio Lavoro 46, 95030 Gravina di Catania (CT)


Bari: Edipuglia srl, via Dalmazia 22/B,
70127 S.Spirito (BA)
Tel. 080-5333056, fax 080-5333057
http://www.edipuglia.it/arcsub

da pochi giorni stampato (Pachino, SR). Eliano,


Errata Corrige:
Tradizione, tecnologia e Oppiano e la tonnara Tra i collaboratori de Larcheologo subacqueo 51,
territorio I, secondo vo- antica; E. Felici, Scri- 2011 stato omesso lo scioglimento della sigla S.R.:
lume della collana Topografia bere non necesse. Os- Simona Rafanelli, autrice del contributo Navi di
bronzo. Dai santuari nuragici ai tumuli etruschi di
antica, diretta da E. Tortorici (il servazioni su B. Giar- Vetulonia (pp. 18-19).
primo : G. Sirena, Via Pom- dina, Navigare necesse
peia. Lantico tracciato stradale est (per questi ultimi I collaboratori di questo numero:
due, vd. in questo fasci- G.D.: Giacomo Disantarosa; E.F.: Enrico Felici;
tra Messina e Siracusa, Acireale L.T.: Lucia Taborelli.
Roma 2011). Leloquente ti- colo); ma anche il la-
tolo riferito ad una metodolo- voro di apertura, E. Tor- Le illustrazioni di questo numero:
gia consolidata di ricerca ar- torici, Roma nellet di p. 1: E.F.; pp. 4-5: archivio Progetto THESAURUS;
pp. 6-8: da E. Felici, Un impianto con thynnosko-
cheologica sul territorio: Cesare: la politica ur- pion per la pesca e la salagione sulla costa meri-
termine, questo, da intendere banistica, discute il pro- dionale della Sicilia (Pachino, SR). Eliano, Oppiano
nellaccezione pi ampia, nelle getto cesariano di de- e la tonnara antica, in Tradizione, tecnologia e ter-
ritorio I, Topografia Antica 2, Acireale-Roma 2012;
sue componenti emersa e som- viazione del Tevere. p. 9: da U. Maggioli, Tonnare dalto Adriatico, in
mersa. Nellindice, infatti, com- Topografia antica Le vie dItalia XLIII, n. 8, agosto 1937, pp. 579-585;
paiono cinque lavori di ambiente marittimo: dunque una nuova sede anche per lavori di da M. Ponsich, Aceite de oliva y salazones de pe-
scado: factores geo-economicos de Betica y Tingi-
V. Tito, Zeus Kasios. Un culto montano a tu- archeologia subacquea, nellampia acce- tania, Madrid 1988; p. 11: da B. Centola, Le citta
tela della navigazione; C. Beltrame, L. Bac- zione di questa definizione; merita dunque del mare: la pesca con le tonnare in Italia, Cava dei
celle Scudeler, L. Lazzarini, Determinazione gli auguri de Larcheologo subacqueo. Tirreni 1999; foto di Maria Teresa Iannelli, Stefano
litologica e provenienza di ceppi e ancore Mariottini (per cortesia); p. 12: Giuliano Volpe;
E.F. carta di Daniele Mittica; p. 13: G.D.; Giuliano
antiche del Museo Archeologico Regionale Volpe; Marco Vitelli; p. 14: Giuliano Volpe; Marco
di Camarina; E. Felici, L. Lanteri, Latomie Tradizione, tecnologia e territorio I, To- Vitelli; rielaborazione carta G.D.; p. 15: G.D.; Giu-
costiere a Siracusa; E. Felici, Un impianto liano Volpe; p. 16: Giuliano Volpe; p. 17: Giuliano
pografia Antica 2, Acireale-Roma 2012, Volpe; G.D.; p. 18: da M.J. Price, B.L. Trell, Coins
con thynnoskopion per la pesca e la sala- formato A4, pp. 208, 173 figg. b/n, 30. and their Cities. Architecture on the Ancient Coins
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da G. Becatti (a cura di), Scavi di Ostia, IV. Mosaici
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